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Nella perenne ricerca di un equilibrio, visti come immigrati anche se nati in Italia, giovani in un paese che ai giovani offre poco, i figli degli immigrati, le cosiddette “seconde generazioni”, hanno dalla loro una voglia di fare e di realizzarsi non comune. Un’energia contagiosa che può trasformarsi in una risorsa importante per l’Italia.
“mi interessava rappresentare quell’ampia fascia di vite 'normali' che raramente vengono raccontate dai media. Con i ragazzi protagonisti abbiamo lavorato sul rapporto con la città come fondale sul quale proiettare le loro storie i loro sogni e le loro tensioni “.
I ragazzi protagonisti di origini
albanese, cinese, marocchina, peruviana e rumena:
Abdenabi e Zakaria, Andres, Arber, Caterina, Catalina, Elcka, Esmeralda, Iulian, Lorenzo, Siham.
Progetto sostenuto da Fondazione Giovanni Agnelli
coordinamento scientifico: Stefano Molina |
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